Nuovo blog…

…Nuova vita, come dire. Come anno nuovo vita nuova, no?
Peccato non esserne fan.
Che poi nuovo blog suona molto eufemistico, visto che non ne ho mai avuto uno e non ne avrò mai uno (questo infatti lo aprirò stasera e me ne dimenticherò ben presto). La mia vita dev’essere per me, non c’è ragione per annoiare anche gli altri, soprattutto quando non chiedono e si trovano a subire le tue pagine e pagine e pagine. E parole e parole e parole. E suoni e colori che io non fornisco, né in dotazione, né opportunamente sollecitato.
Però ho scelto un titolo, perché m’è venuta un’illuminazione e oggi forse ho voglia di scrivere. Il libro di Marquez io nemmeno l’ho letto. Non del tutto, almeno. Mi piaceva solo pensare che un giorno morirò ed è certo, tanto vale annunciarlo. Da qui ad allora, tutto ciò che prevede il raccontare la mia vita è cronaca della mia morte che arriverà. Parecchio lontano dalla storia di Santiago Nasar, ma devo pur giustificare l’accento sbagliato, in qualche modo.
Quindi un blog, per dire al mondo che oggi ho visto i primi trentasetteminutieunpo’disecondi di Lost in translation. E mi sta piacendo, ma ho troppo sonno per andare avanti. Per dire al mondo che alle 20.33 di un sabato sera ero in pigiama. Per dire al mondo che non stavo in pigiama alle 20.33 da quest’estate, quando in pigiama ci passavo le giornate.
Però ho letto Socrate, oggi. Che diceva – sorvolando sul fatto che lo dicesse Platone, vi risparmierò la menata circa le fonti – che non bisogna avere paura della morte, perché bisogna avere paura solo di ciò che è in qualche modo malvagio e non possiamo sapere se la morte è malvagia o se è, per dire, un eterno orgasmo. È figo, no? Io punto tutto sulla malvagità.
Tanto vale quindi stare e aspettare la morte, per poter poi decidere di odiarla, amarla, rimpiangere la vita, odiare la vita e rimpiangerla, e così via.
Mi aspetta un seconda porzione di weekend fottutamente interessante, per parafrasare il me stesso di qualche tempo fa. Sveglia alle sei per l’antibiotico che sto prendendo grazie al mio simpatico dottore – essì, perché sia che tu abbia mal di testa, sia che tu abbia il raffreddore, sia che tu abbia la gonorrea, sempre antibiotico ti somministra. E sempre lo stesso, e via di convenzioni con le case farmaceutiche -; sonno di nuovo; Cavalcanti; pranzoconfratello,nonchémogliedifratellononchécompagniucciodiclassechenecessitastrappoperilpomeriggio; teatro (La locandiera, ndr) e serata non ancora stabilita, giacché non stabilirò nulla e me la lascerò scivolare addosso. Almeno spero, mi auguro che peggio non vada.
E ancora. Questo blog rientra nel progetto Scriveresalvalavita, cercando di capire se la cosa è possibile o meno, ma soprattutto se è utile o meno. Utile allo scopo, non utile in generale, ché che sia utile salvare la vita è tutto da dimostrare. Mi piace anche pensare che forse dovrei evitare di scrivere qui della mia vita, in ogni sua forma e dimensione, forse dovrei camuffare nomi, cose, persone, lavorare di metafore e così via, ma non mi va. Preferisco abbandonare il blog, dopo essermi illuso per un’intera serata che l’avrei curato. Perché alla fine sappiamo bene tutti che avevo solo bisogno di scrivere qualcosa e un banale file di testo non mi bastava.
E un giorno, forse, scriverò a te. :) (non a te che leggi)(cioè, forse sì, ma non necessariamente)
È stato anche bello scegliere dove create il blog. Dall’alto della mia nerditudine conosco giusto Blogger (che mi ostinerò a definire Blogspot, non che io abbia capito perché sarebbe sbagliato) e WordPress. E quindi, sempre dall’alto della mia nerditudine con cui guardo e schifo voi comuni mortali che non valete un mio megabyte, ho googolato Blogspot o WordPress? e così ho trovato la risposta, e cioè che ognuno sceglie il cazzo che gli pare, sulla base del progetto che ha per il suo blog. Stabilito che non avevo un progetto, che non volevo un blog, che volevo solo evitare di morire per stasera, ho scelto Blogspot. E non Blogger, attenzione. Ecco cos’è divertente, trovarsi venti giorni dopo (quattordici, se ci fosse qualche gnégnégné che poi andasse a controllare) su WordPress. Oh yeah. Poi ho dovuto cercare Santiago Nasar, non ero così sicuro si chiamasse così. E adesso ce l’ho ancora là in alto, nella barra di ricerca, il Santy. Peccato perché mi era simpatico, lui e la sua passione per le armi, e l’amore per l’alcool e la sua attitudine al deflorare giovani donne. Era simpatico, il Santy.
(Caspita, è domenica mattina, sono in pigiama – lo stesso di ieri sera, ndr – e sono ripassato sul blog e mi sono accorto di un errore di battitura di ieri sera. È amore)

Una Risposta to “Nuovo blog…”

  1. Gianluca Says:

    Primo! (cit.)
    Figata che sei iscritto dal 2007 e che hai ricevuto CIRCA 12 visite (la mia ipotesi è che il dodicesimo c'ha ripensato e ha chiuso la pagina prima che finisse di caricarsi >_>)
    Parafrasando non-mi-ricordo-chi: se c'è vita dopo la morte allora non sei effettivamente morto e quindi vabbè, ti potrai tranquillamente preoccupare dell'eventuale morte in quella vita lì (e così via, obviously); se invece non c' è vita non avrai coscienza per rendertene conto, quindi saranno stati anni e anni di pippe mentali inutili; la vera paura dovrebbe essere la prospettiva di altri 50-60 anni di nulla (e di StronziBoh che, galleggianti o meno, ci saranno sempre)
    Quindi in sostanza boh, tocca tirare a campà cercando di fare l'amore con la figlia del dottore e chi s'è visto s'è visto
    'Notte!

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