Parliamone.

Arrivo e scorro tutto il blog. Piuttosto lungo, per altro, ché avevo poco da dire e l’ho detto male e in modo prolisso in quest’ultimo weekend e spero di trovare dei commenti. Dalla totale negazione del blog alla speranza di trovare dei commenti. Come se questo fosse possibile, per altro, visto che non ho ancora linkato a nessuno il blog e nessuno se l’è ancora linkato da sé e così via. Inizio a desiderarli, mioddio. Brutto effetto, mi fa il blog.
Però è stata una bella giornata, seguendo un certo ordine di idee e delle certe consuetudini e qualche altra opinione largamente condivisa, ma non a sufficienza da me. Peccato, devo dire. Potevo giocarmela meglio. Ho scoperto che Cristobàl Colòn era ebreo. Probabilmente. Lui, che si rivolse alla Reya catolica, che ha dato il via alla cristianizzazione forzata degli Indiòs, al gasto de dinero nelle chiese in Sudamerica e così via. Bel pirla, stai ad aspettare il tuo Messia, da bravo. La giornata è poi continuata con scene più o meno pietose spalmate su vari livelli, niente di eccessivamente degno di nota, ché alla fine non voglio consegnare certe cose né alla storia, né al mondo, né all’Internet. Che muoiano, via. Ho affidato a LoStronzoBohGalleggiante – gli ho trovato un altro nome, in memoria di vecchie storie circa l’acqua e così via. Per la cronaca, stasera non ha chiamato – il compito di comprarmi un libro, ché io non potevo e se mi faceva questo favore lo amavo e lo sposavo e così via e credo mi abbia bidonato. Benebene. Anche io a fidarmi di una massa informe che galleggia nel water di Dio.
C’è anche l’angolo commozione, ché se non mi scende la lacrimuccia almeno ogni tanto per certe cose, bene non ci so stare. Tanta commozione, quando una mia compagniuccia di classe mi ha detto che mi vuole bene, tanto così. Poi mi ha invitato al suo matrimonio, nel 2018. Due certezze su cui poggiare la mia vita, insomma, bene così. Tanta altra commozione, a spagnolo, sull’ultimo discorso di Allende e le bombe in sottofondo che un po’ coprivano un po’ offuscavano la sua voce e le parole perse per i problemi alla trasmissione e le persone attorno che correvano e le voci e il suicidio imminente e anche solo le parole. E non sono tanto i concetti, che a me mettono i brividi, ma poi va alla sensibilità di ognuno e così via. È la situazione, sono gli aviònes che ti passano sopra la testa – En estos momentos pasan los aviones. Es posible que nos acribillen. Pero que sepan que aquí estamos, por lo menos con nuestro ejemplo, que en este país hay hombres que saben cumplir con la obligación que tienen.è la forza di voler sacrificare la tua vita anche se sul momento sarà inutile, anche se forse sarà inutile pure più avanti, anche se forse la storia giudicherà e lo farà male, anche se dei campesinos non rimarrà più nemmeno il nome -il nome campesinos, non i nomi singoli, quelli mai ci sono stati – e così via. E l’ho trovato bello, l’aula buia, il fascista del banco davanti che si gira dicendo che la morte non si augura a nessuno, ma certa gente è meglio perderla che vederla nascere e così via. Ed è bello pensare che la felonía, la cobardía y la traición. ancora vincono. Ed è bello sperare che non sarà così per sempre.
E c’è pure la frase della giornata, che ho letto ieri, ma ho recepito – molto poco, s’intende – solo oggi.
Io crederei all’esistenza del Salvatore, se voi aveste una faccia da salvati.

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