Quarto giorno

Gesù è già bello che resuscitato, ma non ancora asceso. Vedi che servono le lezioni di religione? Altroché. Se non altro a scroccare una pizza in dolce compagnia, oh sì.
Collezioniamo un’altra giornata sull’inutile andante, tra Dante (gioco di parole ovviamente non voluto) e le parabole, perché la mia attenzione è stata piuttosto scarsa nell’arco della giornata. Probabilmente poco male. Però ho prestato molta attenzione a quella compagna di classe che mi ha chiesto in tre frangenti diversi (scale salite prima della prima ora, scale salite dopo l’intervallo, attimo in cui compagna di banco era interrogata e lei si è impossessata del di lei posto) se avessi visto Paranormal Activity, ché a lei avevano detto che faceva schifo e proprio doveva condividere con me la cosa. Come deve condividere con me le sue sessioni in bagno e Oh Tia, ieri non c’ero perché avevo il cagotto e tanti altri discorsi di livello altamente culturale quale questo, che ogni mattina si ripetono e ripetono e ripetono, finché un giorno Dio ascolterà le mie preghiere le ucciderà, con una qualche punizione per contrappasso che ora proprio non mi sovviene. È stato comunque discretamente interessante dirle che di PA avevo letto malissimo ovunque, che l’aveva visto un altro compagno di classe con parere negativo e che gli horror in generale non mi dicono granché per tre volte. Alla terza mi ha pure chiesto quale fosse il mio genere preferito, ho preferito non risponderle. Ho preferito bene?
Poi, c’è LoStronzoBohGalleggiante, che è sempre degno di nota, che ha ben pensato di girarsi durante l’ora di fisica per dirmi che è grazie a lui che io mi apro al mondo. E ho pensato alle implicazioni. Gli insulti che gli ho rivolti lui non l’ha – ancora – letti, e forse mai li leggerà, ma sono comunque tutti sentitissimi. È bello pensare che lui sia il mio filo diretto con il mondo, che senza di lui starei zitto e fermo e immobile, che senza di lui non sono nessuno, che in questo blog parlo di nulla (ironia sospesa per permettere a questo inciso di concludersi senza stridere troppo), che non sono nulla, etc. Gli sono così grato della sua rivelazione (gli ebrei lo crocifissero, io amo tenere un profilo basso), che gli ho comprato un regalo. Jack Frusciante è uscito dal gruppo, sperando che lo apprezzi la metà di quanto l’ho apprezzato io (e a me ha schifato, eh). Poi, nel pomeriggio, voleva raggiungermi a casa perché doveva andare in libreria e la libreria sta a due passi da casa mia e gli sono tanto simpatico e voleva proprio che andassi con lui a comprare il libro di scienze su cui lui dovrebbe star studiando da un mesetto abbondante. Doveva arrivare alle tre, per prepararmi al lutto mi son messo a vedere i Simpson (brava Mediaset che ha messo AmericanDad-Griffin-Simpson, o qualcosa di simile insomma, così per quest’estate, quando sarò triste e solo e piangerò davanti alla tv, non ci sarà più nulla ) – una puntata carina per altro, di quelle buoniste degli inizi – e poi l’ho aspettato e aspettato e aspettato. Visto che ci saremmo fatti due risate, insieme (due lui, zero io)(ho ripreso quest’immagine da una mail, non riesco a crearne sempre di nuove, il mio vulcano di idee è piegato alla stagflazione del mercato). Alle 15.50, preso da un impeto di odio verso Cavalcanti (che pure dello Stilnovo è quello con i piedi più ancorati al suolo), sono uscito di casa, direzione libreria, scopo Nemirovsky (Il calore del sangue) e il Fruscìo di cui sopra. Ho trovato pure I turbamenti del giovane Törless (la ö l’ho presa Wikipedia), che non cercavo. Però è bello quando trovo qualcosa che conosco in quella libreria, visto che non riesco mai a trovare quello che cerco senza appellarmi al MastroLibraio. Cosa che ho dovuto fare per il Brizzi e la Irene. Di ritorno verso casa – freddo incredibile, sentivo l’aria condensarsi nelle narici, piccoli tornado che si formavano tra l’incontro dell’aria fredda esterna e quella meno fredda interna, cielo di neve, aria di neve, odore di neve, per fortuna niente neve -, trovo fuori di casa due tizi, su una Volvo, che mi fermano per chiedermi informazioni circa una donna. Devono consegnare un pacco a, mi mostrano il foglio con l’indirizzo, Via Dante Rosanna Menassi (forse, non ricordo il nome con precisione) la casa sulla destra alla curva. Anzitutto, panico, ché io conosco me, la vicina di destra e la vicina di sinistra. Già se la Rosy è quella di fronte, li ho mandati da tutt’altra parte. Fatto sta che gli ho detto di seguitare per la via, che avrebbero trovata un’altra curva a cui rivolgere le loro attenzione. Vale come buona azione? annuale?
Poi son tornato da Cavalcanti, ché l’avevo abbandonato e iniziava a sentirsi solo e certa gente è meglio farla sentire sempre accettata e benvenuta, che il gesto estremo è dietro l’angolo. Poi Plauto, un altro simpaticone. Poi me stesso e il mio blog, giusto coronamento del quarto giorno che le Scritture ricorderanno. No, non vi interessa come lo ricorderanno.

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