La considerazione è semplice

Ho pensato millemila aperture per un ipotetico nuovo post in questi due giorni, ma, ovviamente, ora che ne necessito una, non c’è possibilità di produrre qualcosa di decente.
Quindi la considerazione semplice del titolo era tutt’altra, ma ho preferito aprire così, ché non c’era altro modo.
Ieri sono stato a Brescia, con due amichetti – sorta di amichetti, insomma, sono persone discutibili e con cui non vorreste vedere i vostri figli circolare, ma i miei non mi ci hanno mai visto, quindi il problema proprio non si pone – e s’è girato in modo concentrico ed inutile per parecchio tempo. Sono stato in libreria però – subito dopo essere stato accusato di loghismo – e ho comprato regalo per cognata. Devo scegliere come incartarlo, che è il passo fondamentale, ho notato che fa molta più presa quello del contenuto dei miei regali (e parlo dopo una vasta esperienza). Oltre al regalo ho preso Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, consigliato dal più grande uomo scimmia dell’Olocene – grazie Wiki – che non aveva fretta e poi l’aveva e poi ha smesso di averla di nuovo. Non avrà un mio parere prima dell’estate e non lo saprà perché ha troppa fretta per leggere il mio blog. Lineare, no?
Quindi son tornato a casa, con relativa tristezza da post-abbuffata di socialità (grasse risate per questo termine in quest’ambito, a occhio dico che i due sanno di che parlo) e poi la serata. La nota di costume del pomeriggio – tolta la battuta sul loghismo che non mi va di spiegare in questa sede perché fa davvero pena, per quanto io l’abbia apprezzata e sia dispiaciuto di non essere autore e fautore – è stata occupata interamente da un bar, situato non so dove, ché già il senso dell’orientamento di un coniglio in autostrada, con le bancarelle eravamo al delirio. Anche nel bar eravamo al delirio, poco male. La proprietaria – ne aveva tutta l’aria, vai a capire se lo fosse o meno – girava con un vassoio vuoto sulla testa millantando prove da indossatrice all’età di 6 anni (periodo anteguerra, s’intende). Quando il vassoio era pieno, correva invece con un’andatura caprina scostando chiunque sulla sua strada. Quando era senza vassoio, preferiva lanciare bottiglie d’acqua a spettatori non paganti della scena (non paganti non solo in quanto non avevano pagato il biglietto per entrare, ma in quanto prendevano l’acqua e se ne andavano così, come se nulla fosse). C’era poi particolare attrazione per il bagno (2-3 persone fisse in coda, gente non morta all’interno per ore, doveva piacere proprio molto), frequentato anche da gente che entrava e usciva come se nulla fosse. Almeno salutare, dico io. Ultimo, il ragazzo che ha inserito 85 € in monete da 1 € in una slot machine dall’improbabile nome Mayan Temple. Dietro a tutto ciò c’era ovviamente una logica, ma io non l’ho recepita, spiace. Quanto è infinitamente tristo tutto ciò.
Coronamento del post, non ricordo che ho fatto ieri sera. Non era eccessivamente interessante, questo è fuori di dubbio, ma almeno non rimuoverlo completamente, sarebbe carino.
Facciamo che sono uscito, mi sono dato al trittico pub-disco-bordello di antica memoria e son rientrato alle 6 stamattina. Ecco, così mi spiego l’attuale stanchezza, giacché alle 6 sono sicuro di aver guardato il TG5 – ho sentito pure il mio oroscopo che diceva (non ho prestato attenzione)(non ho prestato attenzione)(cambiare i tuoi programmi), cheffigata. Non avevo programmi e li ho sovvertiti tutti, che bello seguire le stelle. Poi ricordo di aver letto, in attesa della versione extended del Tg (è incredibile come sia il fulcro delle mie giornate, credo sia la cosa più citata del blog, dopo Gesù e me). Poi Platone (altro argomento gettonatissimo) e un po’ di sanno nulla. Tolta mia madre che girava per casa con un pezzo di nastro adesivo e, non sapendo cosa farne, l’ha attaccato sul tavolo. Per poi passare cinque minuti abbondanti a staccare ogni pezzo. Assurdo. Poi m’ha fatto discretamente ridere anche un bigliettino che ho letto qui e là, recitava Comprare lavastov., vai a capire. In compenso, inizio a sospettare che mia madre sia piuttosto nuova nel mondo. S’è praticamente messa a piangere, davanti al telegiornale, per il ragazzino francese morto in seguito al ribaltamento di un autobus. E se vai in gita e torni morto? Non devono succedere queste cose. E sarebbe lei a dovermi insegnare a vivere? Ed è lei che millanta di spingermi a vivere – con frasi che nella sua testa rimbombano come non-insultanti, ma che, quaggiù, giungono piuttosto pesanti? Non so e non capisco. E non voglio nemmeno.

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