Sono un non so borghese

Altra domenica, tendenzialmente molto triste. È stata piuttosto strana, dopo le ultime due, spese tra il teatro e il voyerismo sugli altrui Carnevali, è stata in vecchio stile. Mattina passata a leggere, pranzo con fratello e affini, pomeriggio depressivo tra compiti e simili, serata probabilmente a leggere, ancora devo decidere. La mattina è stata emozionante, sì, per la lettura – non Internazionale come ai bei tempi, ma Grossman che ha detto tanto e l’ha detto in modo non consono – ma il vero culmine è stato quando ho pensato che nel pomeriggio avrei fatto qualcosa. È successo mentre apparecchiavo il pranzo per fratello – era il compleanno della moglie, tra l’altro, le ho pure fatto un regalo che sembra essere stato gradito, yay. Soprattutto perché la confezione era piuttosto scarna, grossa sorpresa – e ho pensato che nel pomeriggio sarei pure potuto uscire di casa, ché c’era il sole – non che questo mi rendesse felice, s’intende – e tutto il resto, quindi forse poteva essere un buon modo per passare il pomeriggio, pentendomi di essere nato solo in un paio di frangenti e non nella sua totalità come invece è accaduto. Avevo anche pensato una cosa carina, che avrei voluto scrivere immediatamente sul blog. Suonava – o rimbombava, verso più adatto ai pensieri – più o meno come Ho sempre voglia di fare un sacco di cose diverse da quelle che sto facendo mentre ho voglia di fare altro. E la cosa che avrei avuto voglia di fare – tra le tante, s’intende – era scrivere qualcosa sul blog. Qualcosa che non ricordo, che era certo qualcos’altro rispetto a quello che stavo pensando, mentre stavo pensando che mi sarebbe piaciuto scriverlo. Più o meno contemporaneamente, pensavo a quello che mi sarebbe piaciuto fare nel pomeriggio. Uscire di casa, fare una passeggiata, una corsa, sinceramente non sapevo e di certo non so ora, bastava uscire, ché il cielo era azzurro e la luce tanta e mi piacciono i miei occhi quando c’è parecchia luce. Ho pensato quindi a dove sarei potuto andare e non ho trovato meta. Non nel senso poetico della cosa, del camminare senza meta, della vera ragione del viaggio – viaggiare – del fuggire verso il nulla che qualcuno ha ripreso per scrivervi delle stronzate, dell’amore per la ricerca di una cosa e la delusione per il ritrovamento e tutte queste cose. Ma un problema fisico, quello di non sapere dove andare, perché non c’è posto dove andare, in questo posto. Nei miei progetti, uscivo pure di casa con un libro e una segnalibro sotto braccio, mi cercavo un posto carino per leggere – Irene Nemirovsky, per la cronaca, già l’adoro – all’ombra del sole, per passare un paio d’ore lontano dal classico assordante nulla della realtà. Poi ho pensato che un posto simile in un raggio raggiungibile a piedi non esiste. Quindi mi sono scoraggiato, ho accolto fratello nel modo caloroso in cui ci si accoglie noi vicendevolmente – lui mi salta sempre addosso, ma è semplicemente per schiacciarmi, non credo sia un eccesso di un affetto che non mi ha mai trasmesso durante l’infanzia (mia) – e ho riso delle sue (finte?) scenate di gelosia per i regali ricevuti dalla moglie. Poi basta, poi è stato Kansas, elucubrazioni sull’amore degli Americani per la televisione che non ho saputo giustificare in alcun modo, di certo non in inglese, pensieri sulle serie televisive americane, sulla ragione per cui c’è gente che si riconosce davvero in un serial killer che ammazza dove la giustizia non arriva e non prova emozioni che siano definibili tali, considerazioni senza scopo né destinazione. Considerazioni su Sanremo – queste esterne al Kansas – sul comportamento dell’orchestra, sulla canzone di Cristicchi, sul fare l’amore in tutti i luoghi e soprattutto in tutti i laghi. E poi sono arrivato qui, mi sono trascinato qui, evitando certe cose che andavano evitate per il bene del (mio) mondo.

L’ironia è un’arma della borghesia, ma se potessi mangiare un’idea, forse avrei fatto la mia rivoluzione.

Una Risposta to “Sono un non so borghese”

  1. magamagò Says:

    te l’ho già detto, ma te lo ridico, anzi, te l’ho già scritto, ma te lo riscrivo..
    particolarmente bello questo post ;)

    stavolta non saprei quale citazione gazziana (????) citare e..ah, si, troppo sbatti cambiare nome ogni volta, mi farò andare bene questo :D

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: