Sono dispiaciuta che tutto sia così …….poco felice

Ho appena fatto una senzazionale (mio neologismo che è volto a indicare la totale assenza di senso, non un surplus a un senso normale tale da necessitare un aggettivo per essere descritto, ché l’immaginazione non basta) scoperta. Il caro Google ha indirizzato qualcuno che ha cercato il titolo del quiddetto post su questo blog. Effettivamente, è tra i risultati e pure in prima pagina. Rimanda a un post discutibile che ricordo di aver scritto, ma di cui certamente non ricordo il contenuto specifico. Poi lo leggo. Ora, perché una persona – donna, quindi fottutamente intelligente – si trovi a cercare una cosa simile su Google, mascherando la sua infelicità dietro a un’assenza di felicità (Giacoma Leopardi?) non mi è assolutamente chiaro. Ne è dispiaciuta e pure rassegnata – direi che lo indicano i puntini, il fatto che cataloghi tutto come “tutto” e non come un ambino specifico e così via – e io sono dispiaciuto e preoccupato per lei. I puntini indicano anche che ha passato parecchio per trovare il termine – ora, potrei immaginare che ha cercato il termine in quei due secondi che necessitano ai puntini di essere scritti, ma sinceramente credo di no, ce la vedo meglio a scrivere i puntini, riflettere, lamentarsi, compiangersi e poi aggiungere la definizione. Che donna fantastica. Ragazza, se leggi, scrivimi, che programmiamo il nostro suicidio insieme. Ora, che porto felice abbia trovato nel mio blog – oggettivamente, alla luce del nome, per quanto sia in spagnolo e lo spagnolo sia felice e divertente e ridanciano e latino e spassoso, entrereste mai in un blog con questo nome? io no – non so proprio dirlo, ne avrei un paio da suggerire, giusto per ridere della propria vita fino a sera, per poi tornare a piangerne, altro non posso fare. Cara ragazza, sei stata tra le sorprese della giornata, già ti amo, soprattutto se già non ti amavo prima. Prima di questa più che piacevole sorpresa, la giornata è stata un po’ così, così nell’accezione negativa del termine, quella che non presuppone una spiegazione poi, quella che è parte del peggior insulto che mente umana abbia mai formulato (e rivoltomi) in italiano, tutto nella norma insomma. Scene pietose durante la verifica di fisica, ma vabbè, giacché posso riservarmi di citare la scuola solo di striscio, lo farò. Pomeriggio, nuova gita ad ambiente pseudospedaliero – questa mia attenzione per la mia salute mi preoccupa – ma niente di che. Però ho conosciuto un uomo fantastico, sono i rischi che si corrono alle volte. Mi rimane il dentista di domani e poi non dovrei più vederne per un po’. Oppure un infarto al miocardio mi porta in ospedale giovedì mattina, chissà. Si doveva andare al cinema, ma nevò e pare che in certe zone impervie la neve che si deposita sul manto di neve perenne preesistente precluda la circolazione. Peccato, forse domani, speriamo non venerdì, ché avrò un infarto giovedì e sarebbe un casino andare al cinema.  Ora, il quesito della giornata, sviluppato durante la mattinata – e per mattinata intendo il frangente che separa il lavaggio denti e l’uscita di casa per andare a scuola. Mi riservo uno spazio di tempo di circa mezz’ora ogni mattina, questo è molto più sacro e inviolabile della mia sacra colazione, ché senza quella mezz’ora sono perso e perduto – è dove e come si guarda durante un abbraccio. Non mi sono mai posto il problema, giacché non abbraccio molta gente – meglio, molta gente non abbraccia me – ma stamattina mi andava di pensarci. Come si può avere uno sguardo trasognato e trasecolato senza apparire completamente ridicoli? O è giusto apparire ridicoli? O c’è un giusto mezzo che, ovviamente, mi trascende? Si guarda un punto fisso, come quando si deve stare in equilibro – solita nota a margine, mai accaduto che guardare un punto fisso mi abbia aiutato a stare su su quella gamba, è sempre stato per puro caso o perché il resto del corpo era appoggiato al terreno. Il baricentro non può dipendere dalla fissità degli occhi di una persona, cribbio. (sì, dovrei essermela inventata questa cosa, aspetto insulti illuminanti, a questo giro)  – in modo idiota e concetrato o si può spaziare nello spazio con attitudine spazientita? Proprio non so. E non so nemmeno perché me lo son chiesto stamattina, giusto che mi son ricordato una roba che avevo scritto tanto tempo fa che iniziava con E conquistare il mondo, per un abbraccio e si concludeva con un punto dopo “mondo”. Non so perché lo scrissi, non so perché mi trovai a rifletterci, non so perché lo sto scrivendo, non so. Sarà che sono dispiaciuto che tutto sia così poco felice.

Gli dei, i comandamenti ed il dovere; purtroppo, non so come, siete in tanti e molti, qui davanti, ignorano quel tarlo mai sincero, che chiamano Pensiero.

Una Risposta to “Sono dispiaciuta che tutto sia così …….poco felice”

  1. mantiduzza Says:

    ciao amico.
    potrei essere io quella donna, sai?
    credo di aver cercato il tuo blog su google.
    beh va beh (cit.)

    sono incasinata.
    torneremo a sentirci, spero.

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