-Ti odio!- -Anche io.-

Avendomi così apostrofato una compagna di classe – in modo ridanciano e scherzoso, in seguito a una sua richiesta da me negata per svariate ragioni, s’intende. S’intende? – e avendola io così apostrofata, sono stato frainteso. Ha ritenuto lecito pensare che odiassi lei, povero italiano. Eh vabbè, mi aveva interrotto mentre stavo navigando per il libro di letteratura inglese, non poteva pensare che fossi disponibile a nulla. Peccato per lei. La giornata era comunque iniziata parecchio male, giacché i miei sogni durante il dormiveglia – non so quanto normale sia, ma mi ha debilitato anche la sensazione di potere su quei sogni, per quanto poi non ci fosse riscontro nella realtà del sogno, sapevo di poter decidere cosa vedere e fare – erano stati turbativi, nonché totalmente rimossi. È piuttosto triste erano disturbati da qualcosa che non si conosce, ma credo che il peggio sia se quel qualcosa lo si è conosciuto. E quindi. In concomitanza con la mia sveglia – un’allegra canzone, debbo dire – attorno alle 6.00, ho sentito anche degli uccellini cantare. Ora, non so per quale fenomeno fisico, ma tutti i suoni della zona sono sempre concentrati sotto la mia finestra, dai gatti che amoreggiano, agli uccellini vergini suicidi, alle ambulanze, a fischietti non meglio identificati. Il punto è che, al contrario di tutti gli altri suoni bizzarri, gli uccellini significano primavera (oddio, anche l’ambulanza. Qualcuno che come me non la regge e tenta di uccidersi buttandosi dalla finestra – finestra sotto la quale spera, illuso e cretino, di trovare le fonti di quel rumore fastidioso – ci sarà in giro. Oppure lo troverete sotto la mia finestra) e significano imperitura sofferenza. Da qui al Kansas e oltre. Ho appena realizzato che mi perdo un mese e oltre di autunno, godendomi la fresca estate statunitense. Olè. Spero di avere una finestra abbastanza alta, là. Ora, le dolci voci degli usignoli mi avevano proprio infastidito, quindi la giornata era persa in partenza. Ma che the worst was yet to come francamente non potevo immaginarlo. Mi accingo ad accendere la tv, come ogni mattina, per seguire 2-3 edizioni del TG5 5 minuti attorno alle 6.05, vedendomi la fine della prima per poi aspettare le 6.15 e così via. L’orologio dice 5.55. Mèrda. Ho stabilito quindi che LORO avessero spostato l’orologio di 4-5 minuti solo per infastidirmi. Il tutto senza controllare altrove, forte del fatto che mi aveva svegliato la sveglia. Un giorno mi vendicherò, sappiatelo. Foss’anche uccidendomi, li ferirò. Beh, parte della LORO’s congiura, c’era il togliermi il TG5 5 minuti fino alle 6.30. Dopo essermi goduto cinque minuti di ora esatta – per un qualche paradosso, stavo a controllare che non saltasse nemmeno un secondo, stavo male – è scattato il backstage de’ I fratelli Benvenuti. Guest star : Massimo Boldi. Trama interessantissima, sorprese dietro ogni angolo, telecamere sempre pronte a cogliere sketch divertentissimi – dentro e fuori scena – speravo ed ero convinto che di peggio non ci potesse essere. Ebbene, il peggio è stato identificato in RIS – Roma. Io che mi lamento di non avere idee a cui pensare durante il giorno, mi contrappongo a loro che ne hanno una ogni sei-sette anni e ci campano. È ora, per me, di imparare un mestiere. Tutto ciò sarebbe decisamente bastato a farmi tornare a letto a piangere, piangere all day long, giusto per sfogare le frustrazioni delle notizie politiche arrivate in ritardo e quelle date dalle notizie politiche stesse. Poi, non ricordo proprio altro nel raggio di ore. Il paraculo del regalo di venerdì sera ha continuato per quella via ambigua, ma niente di che. Altro sintomo della primavera, è certamente quel cane che vorrebbe uccidere tutti i fascisti che gli capitano a tiro. Caro Rollo, giusto un consiglio, lascia perdere gli ottuagenari a concentrati sulla carne fresca, conosco un posto in cui ce n’è parecchia e conosco gente che gioverebbe di quella carneficina e pure altra gente che ti eleggerebbe a proprio signore e comandante e padrone. Non vorresti essere mio signore e comandante e padrone? Ché io vorrei esserlo di me. Al momento, sono qui, seduto, in attesa di compagniuccio di classe, ché oggi è giornata di teatro – Le nuvole di Aristofane, sono quasi felice di andarvi, sperando non lo stuprino in qualche modo bizzarro e discutibile. Per esempio facendo delle nuvole con delle oasi di palloncini, cari Otelli – e pure di pranzo con fratello e cognata. Una bella domenica, indubbiamente, riesco a pensare solo a diciotto altri modi per passarla più degnamente. Che pena la mia penuria di fantasia. In tutto ciò, ieri sera ho iniziato la rilettura di Norwegian Wood. Sarebbe, circa, il mio libro preferito. Attorno alla mezzanotte, l’ho chiuso giusto in funzione della giornata di oggi, ché sonno non ne avevo e sarei potuto andare avanti tutta la notte, suppergiù. È bello anche pensare di potermi ritrovare in certi personaggi, convincermi di poterlo fare, perché in fondo ho un’alta considerazione di me. E qui si torna alla penuria di fantasia e si torna al presente del me in attesa del compagno di classe che doveva arrivare alle 9, fermarsi per pranzo, e andarsene stasera, di ritorno dal teatro, salvo che mi ha mandato un sms ieri sera – non rispondendo a nessuna delle mie tre chiamate successive – in cui mi diceva che sarebbe arrivato, se ne sarebbe andato prima del pranzo e sarebbe tornato dopo il pranzo. E non sarebbe arrivato alle 9, ché ieri non era riuscito a “prendere messa”. Pover.

Non volere mai la verità, ottenere l’aldilà, navigare senza vento, peggiorare con l’età.

3 Risposte to “-Ti odio!- -Anche io.-”

  1. magamagò Says:

    “quindi la giornata era persona in partenza”??? o_O

    rollo si dice onorato della citazione, attende scodinzolante i tuoi polpacci :P

  2. mantiduzza Says:

    1) persona in partenza, mi pare un lapsus.
    2) cit?
    3) per questo odio le riletture, perchè possono risultare terribili delusioni.

    un cordiale saluto

  3. lucaclaretti Says:

    i tuoi testi attendono di divenire sacri.
    mi impegnerò a seguirli con maggiore regolarità :)

    PS: il tuo stile mi piace un sacco e magari un dì ti spiegherò il perchè

    salutissi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: