Niente anestesia

E niente anestesia fu. Terzo round dal dentista, diviso in due manches, la prima un igiene dentale e la seconda la fine dell’uccisione del mio dente. Ora, l’igienista è una donna di cui mi innamorai a suo tempo (leggasi giugno, ho in mente il 18 come data, ma non credo sia suffragata da fatti, però la settimana era sicuramente quella), ma che stavolta non ha fatto alcuna presa su di me. Ora, giusto ieri sera, ragionavo con un’estranea sul “ritrovare un vecchio amico” – il mondo asserisce che leggere un libro che già si era apprezzato una volta nel passato sia come ritrovare un vecchio amico e così via, ma io un vecchio amico non credo di averlo mai ritrovato, quindi non mi sono mai posto il problema e quando capiterà (e non capiterà) potrò dire che è proprio come rileggere un libro che ti era tanto piaciuto e così via. Di questo passo, la rivoluzione è proprio dietro l’angolo. Ho quindi ritrovato un amore e ha fatto proprio schifo. E anche male, in un paio di frangenti. Tutto il tempo dal dentista è stato comunque snervante – qui si profila un giocone di parole, giacché la devitalizzazione in senso lato credo coincida proprio con questo. Ho perso una parte di me e non sto piangendo, sono una persona orribile. Fortunatamente mi ha lasciato un sacco di buoni ricordi, rievocando essi sarà come averla accanto per sempre. Ciao Dente. – e il “Niente anestesia, questa volta” del secondo giro non mi è piaciuto eccessivamente, giacché tutti i tira e strappa e rovescia che solitamente i miei denti subiscono da atrofizzati questa volta li hanno provati live. Un’altra bella esperienza da aggiungere a tutte quelle che ho passato con relativa gioia (di esserne uscito vivo). E devo tornare un’altra volta, giusto perché i miei denti sono belli e sani e io sono simpatico e intelligente. Uscito in strada, dovevo aspettare che madre passasse a prendermi dopo circa un quarto d’ora e, giacché ero completamente povero – non potevo nemmeno barattare i nove anni di identità che ancora garantisce la mia CdI prima della scadenza – e avevo questo bisogno nonché desiderio impellente di usufruire di un bagno che mi impediva di saltellare qui e là per il paese, ho ben pensato di stare e fare su e giù per il portico in zona per passare il tempo. Una pessima scelta, annoverabile sicuramente tra le peggiori tre delle totali sei scelte che ho compiuto nella mia vita. Ho sempre avuto del timoroso rispetto – misto a invidia, ma quella ce l’ho per chiunque, quindi non vale poi troppo – per i fondamentalisti religiosi, soprattutto cattolici, ché trovo stupefacente la loro capacità di affidarsi in toto a qualcuno che non esiste e a qualcun altro che forse non è mai esistito. Ecco, se riuscissi a comportarmi come loro rivolgendo le mie attenzioni in altri sensi, sarei una persona migliore – se loro se rivolgessero altrove, sarebbe un mondo davvero migliore – però ancora non ho imparato. In ogni caso, non ne vedevo da un po’ e la di oggi mi è piaciuta più di altre. Una macchina arriva, parcheggia, ne scenda una donna con fare relativamente baldanzoso, valigetta nella mano sinistra, è a una decina di metri da me e urla “Ciao giovini!“, mi volto, sperando di trovare dietro di me qualche centinaia di bambini pronti a correrle incontro per farti mangiare questa sera, ché siamo sotto elezioni, ma niente, c’era giusto un anziano seduto a un tavolino con uno sguardo stranito almeno quanto quello che avrei avuto io se avessi avuto un minimo di spirito di reazione. Ora, si avvicina, mi scanso, e per darle strada e perché mi faceva una paura tremenda, e mi benedice, suggerendomi di pregare il Signore perché Lui aiuta Tutti e sarebbe anche ora che lo facessi. L’ho pregato di fulminarla, ma così non è accaduto, ecco un’altra prova della non-esistenza di Dio. Lei ha bellamente passeggiato avanti e indietro per il portico tre volte – salutandomi al plurale tutte e tre le volte – appellando come giovane più o meno chiunque. S’è poi qualificata come catechista che testimonia la sua fede agli altri. Sono stato un eletto e un prescelto insomma, checculo. Da allora sto pensando ai poveri bambini di quel paesello e alla pedofilia negli oratori, bene bene. Come è arrivata se n’è poi andata, lanciandomi giusto un cenno e un’ultima benedizione dall’auto. Fortunatamente ho avuto la mia bella bambolina Vudù in tasca da stringere per proteggermi dai suoi anatemi. Non mi avrai Gesù, non oggi.

Un oceano nos separa

Ho dimenticato due cose eccessivamente fondamentali. La prima è una mera questione linguistica. Quando si dice “Coppia scoppiata” si vuole creare una pessima espressione immaginifica o quella “s” indica l’opposto di coppia? Sono stato a interrogarmici un paio d’ore, senza venirne a capo. Poi ho pensato che forse chi fa uso – e chi ha coniato, immagino – di quest’espressione un problema simile non se lo sia mai posto, ma a me piaceva, ecco. La seconda cosa fondamentale riguarda l’ottimismo che ha pervaso la giornata. Prendendo la cosa come più ampia, ultimamente ricordo solo gli effetti delle cose nella mia vita. Non so quando sia iniziata la cosa, ma certamente ricordo solo i prodotti e dimentico completamente i fattori. Non credo sia un bene, soprattutto quando mi trovo a dover giustificare ciò che faccio. Beh, la doverosa premessa era questa e riguardava un po’ tutto, però stamattina mi son trovato a pensare a un futuro relativamente ipotetico e clamorosamente improbabile che iniziava con un quando, riportava il verbo trovare e prevedeva fondamentalmente l’ambito lavorativo e quello umano-relazionale, per così dire. L’ottimismo è dettato dal fatto che mi sembrava plausibile pensare che un giorno potrebbe succedere – ora ho cambiato idea, non preoccupatevi – ma il succo della cosa è stato che il tutto si poteva riassumere con un Quando troverò una vita. Erano le 6.27 di stamattina, ed era triste.

Una Risposta to “Niente anestesia”

  1. magamagò Says:

    O_________O

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