Le cazzo di mezze stagioni che, se non ci fossero più, (belle, ) cazzo se sarei contento

Lungo titolo per breve post. Almeno credo, non ho in mente assolutamente nulla, se non il titolo a cui dare un seguito da martedì, e non credo sia la serata adatta, ma tanto vale, insomma. Ora, il titolo, con tanto di citazione irriconoscibile ascosa, m’è venuto martedì mattina, tra le 7.21 e le 7.28, mentre giravo per casa, indossando una maglietta a mezze maniche, sudato. Ma porcocazzo. È una sorta di rito, il mio, tolto il pigiama, indosso un paio di jeans e una maglietta a maniche corte e giro per casa imbellendo e sprecando tempo. Il tutto, soffrendo un sacco il freddo, ché d’inverno il sole si nasconde e non illumina di bei raggi il pianeta e così via e si gela. E poi niente, martedì un caldo indicibile (ma troppo effabile) che mi ha portato ad aprire la finestra e a respirare l’aria che sa di cemento e di grida di vicini di casa che tentano di rintracciare cani da poter lanciare per strada perché questi, i cani, vengano investiti e non abbaino più di notte e così via. Il ristoro è stato leggero e temporaneo, ché, pure fuori, faceva caldo. Quasi speravo che l’incontro di correnti con temperature diverse generasse un uragano e invece ho giusto continuato a evaporare. Da qui il resto, ché se le mezze stagioni se ne fossero veramente andate io avrei smesso di sudare sangue per sudare sudore molto prima della fine di aprile e invece niente. La maledetta primavera (citazione involontaria, a onor del vero. La mia è appassionata sincerità) esiste ancora e rema ancora contro di noi. E quindi sarei semplicemente molto più felice (o anche no) se non esistesse proprio la primavera. E non solo perché ha un nome così. Dall’ultimo post, da cui mi separa una settimana nel web e nella RL riferita al web, ma solo quattro giorni nella RL, ho smesso di vomitare. Non per scelta, si capisce, ché non per scelta avevo iniziato. Sono cose che capitano così, come mangiare una mela. Da allora (dall’allora più recente dei due) sono pure stato in piscina, giacché il mio non aver di meglio da fare alle volte arriva a essere nocivo per chi mi sta intorno e soprattutto lesivo per me e per la mia realtà, dove ho potuto constatare che la peggio idiozia che potessi fare nella vita (vomitare in un canale di scolo di un torrente non vale) è usufruire della piscina dopo due ore di educazione fisica. Oltre a quello, in preda a un’ubriachezza molesta, ho letto male gli orari e ho premuto pe essere là alle 16.30 quando l’apertura al pubblico era dalle 17.30. E quindi, un’ora di discorsi qualunquisti e sragionati e totalmente raccapriccianti seduto su una sorta di cavalcavia con un amichetto.  Poi ci si chiede perché c’è gente che tira i sassi dal cavalcavia, io avrei voluto tirarne in testa all’amichetto, salvo che non avevo un cervello a portata di mano. Peccato, insomma, avrei avuto un ruolo nella storia del mondo e nella storia della vita della persona che avrei ucciso/accecato/danneggiato/leso/rovesciato/etc/ o del suo carrozziere, insomma. E invece niente. Entrati, ovviamente, c’era l’uscita dei bimbi che facevano il corso e così via e quindi lo spogliatoio era da loro colonizzato (una colonia di naturisti, ecco) e così, oltre a soffocare per il caldo che i loro piccoli corpicini producevano volontariamente e non, mi son pure sentito un pedofilo. Bene, sono scelte. E poi basta, fondamentalmente, la giornata di ieri l’ho già rimossa in buona parte e la parte restante è buona, quindi non degna di nota, in un certo qual senso. Quando sopra dissi che è da sette giorni sette che non scrivo effettivamente e non sul blog, la frase era stata iniziata con altro intento e mirava a stabilire che non vomito da più o meno centosessanta ore (l’ho scritto esteso ché così sembra di più, ma è davvero poco) e tecnicamente era così, salvo che mi son trovato almeno un paio di volte in quella terra di mezzo da cui si può uscire vomitando e soffrendo o soffrendo discretamente e basta, come ora. Come ora oggi a mezzodì, come ora giovedì a pranzo, e così via. E ora, devo giusto decidere come completare questo processo dicotomico che condurrà a riempire le fognature, in un modo o nell’altro. Strano, perché fino a due ore fa son stato bene.

Una Risposta to “Le cazzo di mezze stagioni che, se non ci fossero più, (belle, ) cazzo se sarei contento”

  1. Noema Says:

    “Ai passanti che gettano i cervelli dal cavalcavia
    sui nostri pomeriggi troppo lunghi, troppo azzurri!” cit.

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