No, no, no, non dice sul serio, aiuto, terrore, molto più che per i tossici

Al di là di tutti i terrori che ho in questi giorni e in queste precise ore, la più grande e più permeante e più inscacciabile e nonché mia preferita, è quella che questo blog vada perso. Mi sveglio la notte sudato col terrore che WordPress abbia smesso di esistere e io con esso. Mi riaddormento senza prove, ché alla fine non mi interessa così tanto. La pensata correntemente è che se posto un post, forse forse, non mi sottraggono il dominio per un po’. Certo, non sono figo come chi ha cliccato su Aggiorna a Pro e subito dopo su Caccio 99$ per avere non so bene cosa, fatto è che stavo agonizzando sul letto (Cubismo lontano da me, a chi sa, a chi non sa sappia solo che ero a luce spenta terrorizzato da un possibile attacco di emicrania che non dico che ora sia passato, ma che probabilmente s’è allontanato e se ne stia dov’è che il mio mondo è un posto migliore senza di lui. Problema, non avendo l’emicrania, non ho scuse per non mangiare, se non una completa e assuefacente non voglia di farlo. Uff. Non avendo l’emicrania, non ho scuse per non studiare dopo cena, e non regge nemmeno la non voglia, avendo già non voglia di mangiare, è complicato anche averla di studiare, è un casino, è un casino) e il terrore mi ha avvolto i piedi come fa Padre Pio con i più fortunati e sono schizzato qua ed eccomi. Pensavo che potrei pure riprendere. Pensavo che non ho sempre di che scrivere, ma l’esperienza mi ha insegnato che mediamente non serve, basta scrivere. Non serve neanche saper scrivere, pensate un po’. Noto che hanno tolto il conteggio delle parole, non ci sarà più nulla a contenere la mia tracotanza. Noto che hanno pure tolto l’autosalvataggio (anche se forse questo è un problema mio), bella giocata che avete fatto signori WordPress, ma non avrete mai la mia anima. Alla fine cena ho cenato, poca roba. Ora, in teoria, studio dovrei studiare, possibilmente molta roba. La vedo male molto male. Studierò ancora un po’ WordPress. È sempre studio, no?

T’avessi vista guardare la neve d’aprile, per strada,
poi, non t’avessi più incontrata,
forse, t’avrei per sempre amata.

(A onor del vero, con un altro percorso ho trovato tutte le cosine che mi mancavano. Yee per me.)

(A onor di un vero ancora più vero del vero [ce n’è di veri più veri del vero in questo mondo, giuro], pensavo che sarei tornato al blog con un post importante, di quelli magniloquenti, di quelle su argomenti interessanti e scottanti, che avrei rivoluzionato la scrittura e così via, che i miei numerosi biografi si sarebbero accapigliati su tutto, ma non sul fatto che il ritorno al blog era stato uno spartiacque fondamentale della mia vita cosparsa di eventi interessanti, ma come quella volta che aveva ricominciato a scrivere perché era successa quell’altra cosa. E invece. E invece, eh?)

(Mi scusasse il mio lettore che non esiste e va creato, ma le cose mi vengono in mente a pezzi. L’ultimo pezzo è stato che la vecchina, la mia vecchina, è morta. Non riesco a quantificare il tempo [è da qualche mese che tutto si assomiglia a tutto, e quando dico tutto, intendo tutto, anche quello che è uguale ha smesso di essere tale e ha iniziato ad essere simile a], fatto sta che una certa quantità di tempo fa sono uscito di casa a pié [e questo dà riferimento temporale perché abbastanza certamente non avevo la patente. Bene, prima dello scorso 5 marzo. La cosa che fa straridere è che sbattendomi potrei pure recuperare la data, ma, oggettivamente, a chi importa?][Ho ricercato, per scrupolo personale, nell’ottica di non lo dirò a nessuno. Pare che non lo dirò davvero a nessuno, ma per altre ragioni] e mi sono imbattuto nientepopodimenoche nel necrologio della suddetta, appeso fuori da acsa sua. Mannaggia, eh? Chissà se il figlio ha ricevuto la laurea da Roma. Chissà se il figlio s’è laureato mai. Chissà.]

2 Risposte to “No, no, no, non dice sul serio, aiuto, terrore, molto più che per i tossici”

  1. G. Says:

    Idolo.

  2. miamamba Says:

    Bello…successione rapida. Mi piace

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