Stasera vado sulla tangenziale e aspetto che le pillole facciano effetto

Che poi l’ho ascoltata in autostrada, ma non credo che faccia differenza. Questa mattina, faccia da votazione con i vecchietti alle 7 – e non ero nemmeno il primo; e il vecchietto che ha votato prima di me si è pure messo in coda dopo di me, il diritto di polivoto mi mancava. Comunque non aveva un cellulare con cui filmarsi e quindi sappiamo bene dove non votava -, capello da esigenze di scena, occhiaie da Mamma, ti spiego come funziona il Lumia anche se è troppo tardi e non ci vedi e nemmeno capisci, ma mi scazza farlo domani, quindi ti arrangi; passo incerto da limoncello il giovedì sera e poco altro. Comunque sia e comunqu’è stato e comunque fosse (comunq’fosse): l’omino del supermercato preposto a impedirmi di portare all’interno borse contenenti articoli palesemente comprati altrove (magari un giorno Il Gigante venderà boxer Tezenis, ma quel giorno non è oggi. Per altro, per esigenze simili, hanno inventato gli scontrini. Ma fa niente) senza una non meglio precisata ragione, vedendomi arrivare Che faccia! Non è mica felice, eh. È la faccia, non mi ha dato del lei. Spero. Ho asserito tutte le motivazioni di cui sopra e ho ricevuto un: Mai capitato di svegliarti alle sei? Piacere, sveglia tutti i giorni alle 4 e torno a casa la sera alle 11 (evidentemente ha un secondo lavoro con orari molto strani altrove perché il c/c non apre alle 5 e nemmeno alle 6, ma tant’è), l’ultimo amico l’ho mandato affanculo (testuale) ieri sera perché mi ha accusato di non avere risposto a un messaggio e. Meglio, ora? Quindi il tempo della spesa l’ho speso a: 1) Valutare quanto cioccolato Kinder mi avrebbe portato più lentamente al diabete rispetto alla totalità della fornitura del supermercato, mantenendo magari anche un rapporto quantità/prezzo adeguato; 2) Capire se mentiva o meno. Io non ho saputo rispondere, lì per lì, perché avrei potuto dire di tutto, ma non l’ho fatto. Perché avrei dovuto dire quant’altro, ma non ho fatto nemmeno quello. Ho pensato. Forte forte. Forte davanti a lui, ancora di più allontanandomi. Ma non ho mica saputo rispondere. Poi. Qualcuno è andato ad aspettare che le pillole facessero effetto in autostrada: hanno fatto così effetto che l’auto ha preso fuoco. E già così fa ridere. La coda ovviamente si formava all’altezza dell’auto incendiata, avanti il nulla, dietro i chilometri. Non ho viaggiato molto (o meglio, ho viaggiato abbastanza da poter far storcere il naso a chi non ha viaggiato alla frase, ma non abbastanza da potermi fingere trilingue con aree cerebrali deputate sovrapposte), ma non so in quante altre nazioni si scalpiterebbe per poter vedere anche solo un lembo bruciato di un abito a terra di una persona deceduta in un incendio nell’auto. Aggiunge qualcosa al dato asettico dei chilometri di coda. E ci piace. E mi piace.

Compio l’insano gesto e ahimè aspetto
che le pillole facciano effetto.

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